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Dettagli sul #ilMondoCheVerrà (da cui volendo e sapendolo fare, si può ottenere una visione generale)

aggiornato al 3 agosto 2020

6. 03/08/2020 - Le parole sono importanti: chi si deve coprire il muso

Leggo sul Corriere in data 3 agosto 2020 le seguenti affermazioni di Ilaria Capua nel suo articolo "Le catutele necessarie per la seconda ondata":

"Adesso sappiamo che ci sono tre cose facili facili da fare: tenersi il più lontano possibile dagli altri, tenersi le mani pulite e utilizzare delle barriere per separare il più possibile il proprio muso dall’esterno.

Sì, è scritto proprio così:
"muso".

Parola "muso" che ho voluto evidenziare in grassetto, perche' appena l'ho letto ho pensato, nella mia inguaribile fiducia nel genere umano, "si sara' sbagliata, lei o il giornalista che ha riportato l'intervista, non puo' veramente intendere "muso".
Ed invece no, secondo la Dott.ssa Capua, noi italiani abbiamo un muso che dovremmo coprire, infatti prosegue:

Perché? Perché è proprio il nostro muso che è una componente centrale del contagio.
Per poi insistere:

"Il nostro muso, un vero nebulizzatore naturale."

Vorrei ricordare alla Dott.ssa Capua che in qualsiasi dizionario italiano la parola "muso" si adopera essenzialmente per gli animali, non per le persone.

Ad esempio, il Grande dizionario italiano alla parola "muso" scrive:
muso
[mù-ʃo]
s.m.
1 Parte anteriore del capo degli animali, di forma sporgente e allungata: il m. del cane, del gatto, del cavallo
2 spreg. o scherz. Volto umano: lavati il m.; hai il m. sporco; voleva rompergli il m.


Sarò strano io, ma io non ci trovo nulla di spregiativo, e men che meno nulla di scherzoso, sul dover coprire il proprio viso con la mascherina protettiva.

Facciamo così, io mi reputo una persona con un buon livello di rispetto per l'opinione e sensibilità altrui:
gli italiani che per Legge e proprio senso civico adopereranno la mascherina, la metteranno sul proprio viso, chi invece si sentirà più a suo agio a coprirsi il suo muso, il suo muso si coprirà.

5. 29/07/2020 - "Coronavirus: contagi risalgono, 212 casi, 12 le vittime", la colonna mancante

Ok, io non sono un virologo, ma qualche numero in croce lo so leggere.
A me sembra che la comunicazione giornaliera dei numeri del Covid da parte del Governo e dalla stampa tutta (il link da me sopra riportato e' tratto dall'Ansa, ma i dati in esso contenuto sono riportati praticamente da tutta la comunicazione nazionale) sia faziosa a voler essere sospettosi, sicuramente carente da un punto di vista della ormai mitologica e a volte bistrattata "onesta' intellettuale".
Manca infatti una colonna fondamentale.
Questa colonna permetterebbe una nuova chiave di lettura di tutti i dati, e attenzione, non dico che sarebbe sicuramente la miglior chiave di lettura e men che meno l'unica chiave di lettura, ma una chiave di lettura interessante sì. Eppure questa colonna manca.
Nel concreto, che senso ha scrivere "Coronavirus: contagi risalgono, 212 casi", quando invece sarebbe possibile scrivere "Diminuita la percentuale dei positivi fra i testati"?
La realta' e' che, dai soli numeri riportarti dal Governo stesso, esiste un fortissimo indizio che e' contrario ad una possibile tesi allarmistica: la diminuzione percentuale dei contagiati fra i testati.
I numeri (con fonti direttamente offerte dal Governo a tutti i cittadini):
Dati del 28/07/2020
Dati del 27/07/2020
Al 26 luglio sono stati conteggiati in totale 246.118 contagi.
Al 27 luglio sono stati conteggiati in totale 246.286 contagi.
Al 28 luglio sono stati conteggiati in totale 246.488 contagi.
Quindi il 27 luglio ci sono stati 168 contagi (246.286 - 246.118).
Quindi il 28 luglio ci sono stati 202 contagi (246.488 - 246.286).
Tutto giusto e ben riportato nell'articolo dell'Ansa (le pressoché insignificanti differenze tra "168" e "170", e "202" e 212" non c'entrano nulla nel mio discorso, ed anzi sono ben specificate nelle note in fondo alle tabelle sopra riportate, non e' questo il punto).
C'è pero' un fatto, anzi due da cui ne derivera' un terzo, il piu' importante, la famosa "colonna mancante" del titolo di questo mio post:
Il 27 luglio sono stati fatti 25.551 tamponi,
Il 28 luglio sono stati fatti 48.170 tamponi.
In pratica, per approssimazione, il 28 luglio sono stati fatti circa il doppio dei tamponi del 27 luglio (come tra l'altro anche riportato in certi articoli che hanno ripreso l'articolo dell'Ansa; alla faccia tosta o all'ingenuita' a volte non c'e' limite!)
Quindi, il 27 luglio, il 0.66% (168/25.551*100) delle persone a cui stato fatto il tampone sono risultate positive al virus in oggetto.
Quindi, il 28 luglio, il 0.42% (202/48.170*100) delle persone a cui stato fatto il tampone sono risultate positive al virus in oggetto.
Quindi, il 28 luglio ha avuto un decremento del 36% ((0.66-0.42)/0.66*100) di persone risultate positive al virus in oggetto. Il 36% in meno. Potrei non dire altro, perche' questo numero, il 36% in meno dice gia' tutto.
Ma non riesco a stare zitto e dico cosa penso:
1) Che l'informazione attuale e' a dir poco faziosa, e non offre in maniera chiara e diretta dati fondamentali per una visione corretta del fenomeno in atto.
2) Che, di fatto, essendo la "colonna mancante" il risultato di una frazione il cui denominatore e' il numero dei tamponi, ed essendo il numero dei tamponi una decisione politica, è la politica che ha in mano la leva del comando per decidere quanto e' grave la pandemia e l'emergenza sanitaria. Non i medici, non la realta' fattuale della gravita' dell'emergenza sanitaria, non l'approccio scientifico alla questione, ma una decisione meramente politica.
Concludo con una mia considerazione personale, che tutto sommato, forse putroppo, mi infonde fiducia:
il Governo italiano, o meglio chi pilota il Governo italiano, potra' anche essere contento di questa "furbizia" nella presentazione dei dati e di questa faziosita' che presenta "un incremento di contagi" una realta' dei fatti che dice "un decremento del 36%", ma sappiano che il rapporto di fiducia tra cittadini e governo, tra cittadini e Istituzioni, tra cittadini e Potere, si sta incrinando sempre di piu', perche' esagitati a parte che iniziano a rappresentare lo "zoccolo duro" pro Governo e pro Conte, la *maggioranza* del paese inizia a percepire che c'e' qualcosa di strano, e, silenziosamente (forse anche per paura, piu' spesso perche' blandita), pensa l'*opposto* di quello che il potere vorrebbe venga pensato.
Un esempio su tutti, per concludere con dei numeri:
nel 2017 circa l'8% degli italiani era contrario "alla vaccinazione" , ora, nonostante l'emergenza sanitaria conclamata, questa percentuale è salita al 41%. Per non parlare del numero dei cosiddetti "complottisti": non ho sondaggi o statistiche sotto mano in tal senso, ma a percezione penso che la percentuale dei "complottisti" sia aumentata a dismisura. Qualcosa non torna. Non escludo che nonostante questa percezione diffusa che qualcosa non torna il potere riuscira' lo stesso ad agire per interessi propri adoperando l'emergenza sanitaria in maniera pretestuosa, pero' di una cosa sono confidente: o lo faranno con la violenza e l'intimidazione, o dovranno veramente blandire tanto, piu' di quello che si aspettavano, ed alla fine, a furia di blandimenti e compromessi, tutto risultera' annacquato.
NOTA DI METODO: mentre per tutti i miei calcoli sui contagi ho adoperato fonti omogenee, autorevoli e affidabili (direttamente i documenti pubblicati dal Governo italiano), per i riferimenti ai sondaggi sul rifiuto alla vaccinazione ho preso due link trovati pressoche' a caso sul web, l'unica cosa che posso aggungere e' che avevo letto da piu' parti articoli che confermano questo trend.
Upgrade al 3 Agosto:
Cliccando qui si vede il grafico sull'andamento dei positivi al test aggiornato al 31 luglio, dove si vede chiaramente che nell'andamento dei mesi di giugno e luglio non vi e' sostanzialmente né un incremento né un decremento dei positivi (in questo grafico ho adoperto il più corretto dato dei tamponi diagnostici effettuati per la prima volta su una persona, escludendo quindi i tamponi di controllo effettuati su persone già risultate positive).

4. 17/07/2020 - I piu' critici o le persone con un minimo di dignità umana?

Leggo dal "Il Post" odierno l'interessante articolo dal titolo "È giusto infettare persone sane per testare un vaccino contro il coronavirus?". Tutto molto interessante, ma una perla linguistica e semantica mi ha fatto sorridere (amaro, mi capita sempre più spesso di questi tempi; non ho ben capito quanto per l'età, quanto per il periodo storico):
... per questo i più critici si chiedono se sia eticamente accettabile che un cospicuo numero di persone sia infettato con un virus che potrebbe poi causare conseguenze gravi sulla loro salute, compresa la morte.
Il corsivo e il grassetto sono una mia aggiunta.
Quel "i più critici" mi ha fatto amaramente sorridere.
I più critici?
A me sembra che qualsiasi persona con un minimo di dignità umana dovrebbe porsi in questo caso la domanda "E' eticamente accettabile?".
Ma no, per l'articolista del Post non è così, secondo l'articolista solo i più critici si pongono questa domanda.
A me sembra che i casi possibili siano tre:

  • L'articolista descrive uno stato di fatto ed in effetti solo le persone più critiche si pongono la domanda, a tutti gli altri sembra sia giusto senza alcun dubbio. Mio livello di riso amaro: normale.
  • L'articolista non ha idea se la domanda se la pongono solo i più critici o tutti quanti, ma ha ritenuto giusto far apparire chi si pone il dubbio come una persona appartenente alla categoria dei "più critici". Considerando che di solito si scrive "i più critici" ma si legge "i soliti rompicoglioni" il mio di livello di riso amaro è avanzato.
  • Io non ho capito cosa ha scritto l'articolista. Spiegatemelo. Mio livello di riso amaro: senza limiti :)

    3. 13/07/2020 - Si scrive 12, ma si legge 24

    Il burocratese, considerato come lingua a se' stante, non finisce mai di stupirci (anche se di questi tempi insidiato fortemente, in tema di creativita', dalla neolingua e dal sottostante bispensiero adoperato nella comunicazione "mainstream"). Il punto 3 dell'articolo 24 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 22 gennaio 2018 afferma candidamente
    3. La durata dello stato di emergenza di rilievo nazionale non puo' superare i 12 mesi, ed e' prorogabile per non piu' di ulteriori 12 mesi.
    Curioso che in tutta la stampa nazionale (o perlomeno in quella da me letta, se mi sbaglio mi corriggerete) sebbene si parli di una possibile proroga, non e' ben specificato che la proroga possa essere lunga altri 12 mesi. A me, forse ingenuamente, sembra una informazione rilevante, implicando una possibile estensione dello stato di emergenza fino a febbraio 2022. Forse devo ascoltare i consigli di chi mi sta vicino volendomi bene e vedere le cose piu' dagli aspetti positivi; ad esempio stavolta perlomeno dei numeri ci sono (raddoppiati con invidiabile nonchalance, ma sono pur sempre dei numeri), al contrario di quello che era successo qui, nel primo decreto di gestione dell'emergenza sanitaria, il 23 febbraio 2020, dove in pratica c'e' scritto "da qui in avanti faremo come ci pare e piace", cosa puntualmente avvenuta.


    Art. 2
    Ulteriori misure di gestione dell'emergenza
    1. Le autorita' competenti possono adottare ulteriori misure di contenimento e gestione dell'emergenza, al fine di prevenire la diffusione dell'epidemia da COVID-19 anche fuori dai casi di cui all'articolo 1, comma 1.

    Devo dirla tutta: se io fossi il responsabile di una azienda, ed il mio responsabile Ufficio Acquisti mi venisse a farmi firmare un contratto *senza scadenza* e *senza scritto cosa si acquista* lo caccerei fuori dall'azienda (a pedate, se la legge me lo permetterebbe). Evidentemente non la pensano cosi' tutti i parlamentari che hanno dato questo "assegno in bianco" a Conte (ed io ho il sospetto che non pochi di loro non se ne erano nemmeno accorti di quanto questo Art. 2 potesse essere adoperato a mo' di grimaldello, proprio non erano in grado capire; altri invece avevano capito benissimo).

    2. 11/07/2020 - Parlare sottovoce e urlare in silenzio

    Gli ossimori mi sono semre piaciuti. Sono fortunato, ai classici "un silenzio assordante", "lucida follia", "l'insostenibile leggerezza" posso ora aggiungere la perla linguistica e letterale del "gridare in silenzio" dei regolamenti dei parchi divertimento giapponesi da adottare sulle montagne russe. Non conosco nulla del giapponese, non conosco esattamente la locuzione in giapponese, ma anche il "urlate dentro i vostri cuori, non con la voce" non e' male. Se qualcuno avesse qualche dubbio sulla fattibilita' del tutto, qui il dubbio viene confutato.

    Del resto, per logica, parlare non e' consigliabile a guardare e comprendere bene l'immagine riportata alla fine dell'articolo It is Time to Address Airborne Transmission of COVID-19. Io non sono un letterato, ed i miei ossimori ne risentono non poco di questa mia lacuna, cionondimento ne azzardo uno mio perfettamente in linea con #ilMondoCheVerrà:
    Vi e' concesso esprimere le vostre opinioni in silenzio.

    1. 14/06/2020 - Colao parla del prossimo futuro, interessante il riferimento alle "serrature delle porte", da 0.40'' a 0.45''

    il 5G, come tutte le tecnologie/nuove scoperte, può essere adoperato in maniera utile e "positiva" (es. l'energia nucleare a scopi civili) o "negativa" (es. la bomba atomica su Hiroshima e Nagasaki per fare strage di vite umane e straziarle a distanza di decenni ([1.1]) Nel video citato ci sono due previsioni (che reputo tecnologicamente fattibili, se non nel breve, nel medio periodo):

    1. Possibilità tecnologica di iniettare da remoto nel nostro corpo sostanze mediche
    2. Possibilità tecnologica di chiudere e aprire da remoto le porte
    Sulla prima previsione mi e' chiara la criticita' del bivio "positivo vs negativo" citato sopra:
    1. Se queste sostanze chimiche saranno medicinali per pazienti (es. diabetici che mediante nanotecnologie riceverebbero direttamente nel loro sangue i farmaci necessari) sara' un utilizzo positivo senza se e senza ma.
    2. Se queste sostanze chimiche saranno, ad esempio, inibitori sessuali resisi necessari dal distanziamento sociale prolungato oppure sostanze chimiche per sedare manifestanti contro le direzioni del governo, sara' un utilizzo che io vedo piu' negativo che positivo (discutibilmente).
    3. Se queste sostanze chimiche saranno dei puri veleni per uccidere (o rendere una persona un "paziente permanente"([1.2])) allora sara' un utilizzo negativo senza se e senza ma.
    Nota di colore: il riferimento alle porte elettriche mi ha fatto sorridere amaro perche' mentre mi e' chiara l'importanza critica e la rilevanza sociale su scala mondiale dell'inoculazione di sostanze mediche nel proprio corpo da remoto, la chiusura delle porte da remoto mi era sembrato un assoluto dettaglio, che non diventa tale ma si trasforma in qualcosa di piu' significativo solo se lo si interpreta una cosa del tipo "nel momento in cui il Sistema viene a conoscenza che tu sei una persona pericolosa per il Sistema stesso, ti chiudo da remoto in casa e ti permettero' di uscire solamente quando il Sistema ha stabilito che tu non sei piu' una persona pericolosa per il Sistema stesso"; lascio alla fantasia dei miei 22 lettori il pensare quando una persona/corpo puo' essere considerata dal Sistema un pericolo per il Sistema stesso.

    Concludo qui questa mia disquisizione sottolineando come la decisione al bivio dell'utilizzo "positivo vs negativo" potra' essere presa con gi strumenti classici delle democrazie occidentali nella "vecchia normalita'" (che per approssimazione potrebbero essere identificati come "il Parlamento nazionale con i rappresentanti del popolo liberamente eletti dal popolo stesso"), oppure con strumenti inediti (es. Task Forces esterne, Stati Generali, e via discorrendo in strumenti innovativi che pero' e' chiaro che potrebbero andare a sostituire gli strumenti classici). Sul "Cosa ne penso io?" tra i due diversi strumenti di cui sopra, rimando chi mi legge ad un'altra volta :-)

    Note

    [1.1] Non entro qui nel merito del discorso "Hiroshima e Nagasaki sono state anch'esse positive, perche' hanno accelerato il termine della guerra che avrebbe portato ancora piu' morti e sofferenze di quante provocate dalle morte stesse", perche', pur io non negandone a priori la possibilita', se non ci si trova d'accordo nemmeno sull'affermazione "una tecnologia puo' essere adoperata positivamente o negativamente" (al netto dell'appropriatezza degli esempi), significa che non c'e' alcun terreno di confronto tra me e chi mi legge, tanto vale chiuderla qui.

    [1.2] Per "paziente permanente" intendo dire una persona/corpo che per tutta la sua vita' sara' affetto da una qualche malattia cronica che necessitera' quindi non una cura (impossibile, data la cronicita') che risolva il problema, ma di un terapia a vita che stabilizzi ed eviti il peggioramento della malattia stessa.